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Patto di non concorrenza: modulo PDF e Word da scaricare

Aggiornato il 30 ottobre 2026✓ Fonte controllata il 30 ottobre 2026Gratis, senza registrazione
In breve

Con il patto di non concorrenza il lavoratore si impegna, dopo la fine del rapporto, a non lavorare per concorrenti o in proprio nello stesso settore, in cambio di un compenso. È valido solo se è scritto, prevede un corrispettivo congruo e ha limiti precisi di attività, durata (massimo 3 anni, 5 per i dirigenti) e territorio (art. 2125 c.c.). Qui c'è il fac simile.

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Tra:

premesso che tra le parti è in corso un rapporto di lavoro subordinato dal ______________ con la qualifica di ______________________, si conviene quanto segue.

Art. 1 · Oggetto del divieto

Per il periodo successivo alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa, il lavoratore si impegna a non svolgere, direttamente o indirettamente, in proprio o alle dipendenze di terzi, la seguente attività in concorrenza con il datore di lavoro: ______________________________________________________________________ (indicare settore, prodotti/servizi, mansioni).

Art. 2 · Durata

Il divieto dura ______ mesi dalla cessazione del rapporto (massimo 36 mesi; 60 per i dirigenti).

Art. 3 · Territorio

Il divieto vale nel seguente ambito territoriale: ______________________________________________.

Art. 4 · Corrispettivo

A fronte dell'impegno, il datore di lavoro corrisponde al lavoratore euro ______________ lordi

Art. 5 · Penale e informazioni

In caso di violazione il lavoratore restituisce quanto ricevuto e paga una penale di euro ______________, salvo il risarcimento del danno ulteriore (art. 1382 c.c.). Il lavoratore comunica al datore, entro 15 giorni, l'inizio di ogni nuova attività lavorativa durante il periodo del divieto.

Art. 6 · Rinvio

Per quanto non previsto si applica l'art. 2125 del codice civile. Le clausole che si rivelassero in contrasto con la legge sono sostituite di diritto dai limiti di legge.

I quattro requisiti (art. 2125 c.c.)

  1. Forma scritta, a pena di nullità: va firmato, all’assunzione o durante il rapporto.
  2. Corrispettivo: una somma a favore del lavoratore, pagata durante il rapporto (in busta paga) o alla fine, in un’unica soluzione o a rate. Deve essere determinato o determinabile e non simbolico: i giudici annullano i patti con compensi irrisori o sproporzionati rispetto al sacrificio.
  3. Oggetto limitato: le attività vietate vanno descritte (settore, mansioni, concorrenti), senza impedire al lavoratore di usare la sua professionalità.
  4. Tempo e luogo: massimo 5 anni per i dirigenti e 3 anni per gli altri (se scritto di più, si riduce per legge); territorio indicato (province, regioni, Italia).
Clausole nulle

È nulla la clausola che permette al datore di recedere dal patto a suo piacimento dopo la fine del rapporto o di decidere solo alla fine se farlo valere: il lavoratore deve sapere fin da subito cosa lo aspetta. È nullo anche il patto senza corrispettivo.

Cosa prevedere

  • la penale per la violazione (art. 1382 c.c.), oltre alla restituzione del corrispettivo; il giudice può ridurla se eccessiva;
  • l’obbligo di informare il datore della nuova occupazione;
  • che il patto vale qualunque sia la causa di cessazione (dimissioni, licenziamento, scadenza).

Tasse

Se il corrispettivo è pagato durante il rapporto, è reddito di lavoro dipendente in busta paga. Se è pagato dopo la cessazione, è soggetto a tassazione separata (art. 17 del TUIR). Durante il rapporto, invece, il divieto di concorrenza è già previsto dalla legge senza bisogno di compenso (art. 2105 c.c.).

Domande frequenti

Il patto di non concorrenza deve essere pagato?

Sì: senza un corrispettivo congruo è nullo. Può essere pagato in busta paga durante il rapporto o dopo la cessazione.

Quanto può durare?

Al massimo 3 anni, 5 per i dirigenti. Una durata maggiore si riduce automaticamente al limite di legge.

Vale anche se vengo licenziato?

Sì, salvo che il patto dica diversamente: vale qualunque sia la causa della cessazione, anche le dimissioni.

Si può rifiutare di firmarlo?

Sì, è un accordo: nessuno può imporlo. Se è già nel contratto di assunzione, firmando il contratto lo accetti.

Come viene tassato?

In busta paga come reddito di lavoro dipendente se pagato durante il rapporto; con tassazione separata se pagato dopo.

Cosa succede se lo violo?

Devi restituire il corrispettivo e pagare la penale prevista; il datore può chiedere anche il risarcimento del danno maggiore e un’ingiunzione a smettere.

Fonti

Non esiste un modulo unico nazionale: questo modello è scritto da ProntoModuli sulla base della norma.

  • Codice civile, art. 2125 (patto di non concorrenza) e art. 2105 (obbligo di fedeltà) · Normattiva
  • Codice civile · Normattiva
Ultimo controllo delle fonti: 30 ottobre 2026. Le informazioni sono di carattere generale: per casi particolari chiedi all'ufficio che riceve il modulo.

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