Patto di non concorrenza: modulo PDF e Word da scaricare
Con il patto di non concorrenza il lavoratore si impegna, dopo la fine del rapporto, a non lavorare per concorrenti o in proprio nello stesso settore, in cambio di un compenso. È valido solo se è scritto, prevede un corrispettivo congruo e ha limiti precisi di attività, durata (massimo 3 anni, 5 per i dirigenti) e territorio (art. 2125 c.c.). Qui c'è il fac simile.
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I quattro requisiti (art. 2125 c.c.)
- Forma scritta, a pena di nullità: va firmato, all’assunzione o durante il rapporto.
- Corrispettivo: una somma a favore del lavoratore, pagata durante il rapporto (in busta paga) o alla fine, in un’unica soluzione o a rate. Deve essere determinato o determinabile e non simbolico: i giudici annullano i patti con compensi irrisori o sproporzionati rispetto al sacrificio.
- Oggetto limitato: le attività vietate vanno descritte (settore, mansioni, concorrenti), senza impedire al lavoratore di usare la sua professionalità.
- Tempo e luogo: massimo 5 anni per i dirigenti e 3 anni per gli altri (se scritto di più, si riduce per legge); territorio indicato (province, regioni, Italia).
È nulla la clausola che permette al datore di recedere dal patto a suo piacimento dopo la fine del rapporto o di decidere solo alla fine se farlo valere: il lavoratore deve sapere fin da subito cosa lo aspetta. È nullo anche il patto senza corrispettivo.
Cosa prevedere
- la penale per la violazione (art. 1382 c.c.), oltre alla restituzione del corrispettivo; il giudice può ridurla se eccessiva;
- l’obbligo di informare il datore della nuova occupazione;
- che il patto vale qualunque sia la causa di cessazione (dimissioni, licenziamento, scadenza).
Tasse
Se il corrispettivo è pagato durante il rapporto, è reddito di lavoro dipendente in busta paga. Se è pagato dopo la cessazione, è soggetto a tassazione separata (art. 17 del TUIR). Durante il rapporto, invece, il divieto di concorrenza è già previsto dalla legge senza bisogno di compenso (art. 2105 c.c.).
Domande frequenti
Il patto di non concorrenza deve essere pagato?
Sì: senza un corrispettivo congruo è nullo. Può essere pagato in busta paga durante il rapporto o dopo la cessazione.
Quanto può durare?
Al massimo 3 anni, 5 per i dirigenti. Una durata maggiore si riduce automaticamente al limite di legge.
Vale anche se vengo licenziato?
Sì, salvo che il patto dica diversamente: vale qualunque sia la causa della cessazione, anche le dimissioni.
Si può rifiutare di firmarlo?
Sì, è un accordo: nessuno può imporlo. Se è già nel contratto di assunzione, firmando il contratto lo accetti.
Come viene tassato?
In busta paga come reddito di lavoro dipendente se pagato durante il rapporto; con tassazione separata se pagato dopo.
Cosa succede se lo violo?
Devi restituire il corrispettivo e pagare la penale prevista; il datore può chiedere anche il risarcimento del danno maggiore e un’ingiunzione a smettere.
Non esiste un modulo unico nazionale: questo modello è scritto da ProntoModuli sulla base della norma.
- Codice civile, art. 2125 (patto di non concorrenza) e art. 2105 (obbligo di fedeltà) · Normattiva
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