Autocertificazione stato di famiglia: modulo PDF e Word da scaricare
È la dichiarazione con cui scrivi tu chi fa parte della tua famiglia anagrafica, al posto del certificato del Comune. È gratis, non serve la marca da bollo né l'autentica della firma, vale 6 mesi e gli uffici pubblici (Comune, INPS, scuole, ASL) devono accettarla.
Gratis, si scarica subito, senza lasciare email.
Compilalo qui
Scrivi i dati qui sotto e scarica il PDF già compilato, pronto da stampare e firmare. I dati restano sul tuo computer: il PDF viene creato nel tuo browser e noi non li riceviamo.
A cosa serve
Con l’autocertificazione dello stato di famiglia scrivi tu, su un foglio firmato, chi fa parte della tua famiglia anagrafica: le persone che vivono con te e risultano all’anagrafe del Comune nello stesso stato di famiglia. Prende il posto del certificato che una volta si andava a chiedere allo sportello.
Di solito serve per:
- iscrizioni a scuola, all’asilo nido e alla mensa;
- domande all’INPS e al Comune: assegni, bonus, agevolazioni, case popolari;
- pratiche con l’ASL, per esempio l’esenzione dal ticket per reddito familiare;
- concorsi e graduatorie dove contano i familiari a carico;
- permessi e congedi sul lavoro per assistere un familiare.
Se un ufficio pubblico ti chiede il «certificato di stato di famiglia», puoi consegnare questo modulo compilato e firmato. È una dichiarazione prevista dall’art. 46 del D.P.R. 445/2000.
Chi la deve accettare (e chi no)
| Chi te lo chiede | Deve accettare l’autocertificazione? |
|---|---|
| Comune, INPS, Agenzia delle Entrate, ASL, scuole statali, prefetture, tribunali e ogni altro ufficio pubblico | Sì, sempre. Dal 2012 gli uffici pubblici non possono chiederti il certificato: devono accettare l’autocertificazione oppure controllare da soli i dati (artt. 40 e 43 del D.P.R. 445/2000). |
| Gestori di servizi pubblici | Sì, per le pratiche legate al servizio pubblico. |
| Privati: banche, assicurazioni, notai, datori di lavoro privati, agenzie | Possono accettarla, ma non sono obbligati (art. 2 del D.P.R. 445/2000). Se la rifiutano, ti serve il certificato del Comune: vedi più sotto come scaricarlo online. |
Come si compila, campo per campo
- I tuoi dati. Cognome, nome, luogo e data di nascita, codice fiscale e indirizzo di residenza. Chi firma è il «dichiarante».
- La tabella della famiglia. Nella prima riga ci sei tu: scrivi cognome, nome, luogo e data di nascita. Il rapporto è già scritto: «Dichiarante».
- Gli altri componenti. Una riga per ogni persona del tuo stato di famiglia, con il rapporto rispetto a te: coniuge, unito civilmente, convivente, figlio, figlia, padre, madre, suocero, nipote e così via.
- Luogo e data. Il Comune dove firmi e la data di oggi.
- Firma. A mano, leggibile. Non serve l’autentica del Comune o del notaio.
La cosa più semplice: scarichi il PDF, lo stampi, lo compili a penna e lo firmi. Se preferisci, puoi scriverci dentro anche al computer prima di stamparlo (clicca nei riquadri azzurri), oppure usare la versione Word e modificarla come ti serve.
Chi va scritto nello stato di famiglia
Lo stato di famiglia non è «la famiglia» in senso largo. È la famiglia anagrafica: le persone legate da matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o legami affettivi, che vivono insieme e hanno la residenza nella stessa casa (art. 4 del D.P.R. 223/1989). Conta quello che risulta all’anagrafe del Comune.
| Situazione | Va scritto? |
|---|---|
| Coniuge o unito civilmente che vive con te | Sì |
| Figli che hanno la residenza con te, anche se studiano in un’altra città | Sì |
| Figli che hanno spostato la residenza altrove | No |
| Convivente iscritto all’anagrafe nella tua stessa famiglia | Sì |
| Persone che abitano in casa ma risultano come famiglia a sé (per esempio un coinquilino) | No |
| Coniuge con la residenza in un altro Comune | No, nello stato di famiglia. Attenzione però all’ISEE: lì conta lo stesso (vedi le avvertenze) |
| Badante o colf che ha la residenza da te | Dipende da come è iscritta all’anagrafe: chiedilo all’ufficio anagrafe |
Se non sei sicuro di chi risulta nel tuo stato di famiglia, scarica gratis il certificato dal portale ANPR (lo spieghiamo più sotto) e ricopia i nomi così come sono scritti lì.
Come si consegna o si invia
- Di persona: la firmi davanti all’impiegato che la riceve. Non serve altro.
- Per posta, email, PEC o tramite un’altra persona: alleghi la fotocopia di un documento d’identità valido, fronte e retro (art. 38 del D.P.R. 445/2000). Senza la copia del documento, la dichiarazione può essere respinta.
- Online: molti uffici la chiedono come allegato in PDF. Stampala, firmala, scansionala e caricala insieme al documento. Puoi anche firmarla con la firma digitale.
Quanto vale e quanto costa
- Costa zero: non serve la marca da bollo (art. 37 del D.P.R. 445/2000).
- Vale 6 mesi, come il certificato che sostituisce, perché lo stato di famiglia può cambiare (artt. 41 e 48 del D.P.R. 445/2000). Se nel frattempo qualcuno entra o esce dalla famiglia, ne compili una nuova.
- Non serve l’autentica della firma.
Note e avvertenze
Gli uffici controllano le autocertificazioni, anche a campione (art. 71). Chi dichiara il falso commette un reato (art. 76 del D.P.R. 445/2000) e perde i benefici ottenuti con quella dichiarazione, per esempio un bonus o un’esenzione (art. 75).
Per l’ISEE conta il «nucleo familiare», che di solito coincide con lo stato di famiglia ma ha delle eccezioni: per esempio i coniugi con residenze diverse fanno comunque parte dello stesso nucleo. Per l’ISEE non si usa questo modulo: si compila la DSU.
Dimenticare di scrivere se stessi nella prima riga · inserire parenti che non hanno la residenza in casa · non firmare · mandarla per email senza la copia del documento · usarne una vecchia di più di 6 mesi.
Se ti serve il certificato vero
Se te lo chiede un privato che non accetta l’autocertificazione, per esempio una banca per il mutuo, il certificato di stato di famiglia si scarica online dal portale ANPR (Anagrafe nazionale) con SPID, CIE o CNS, per te o per un componente della tua famiglia, senza andare in Comune. Se per l’uso che ne fai serve il bollo, si paga online con pagoPA; per alcuni usi è esente, e lo scegli al momento della richiesta.
Domande frequenti
Cosa significa autocertificazione dello stato di famiglia?
È una dichiarazione firmata con cui dichiari chi fa parte della tua famiglia anagrafica. Ha lo stesso valore del certificato del Comune davanti a qualsiasi ufficio pubblico (art. 46 del D.P.R. 445/2000).
Dove trovo il modulo in Word?
Qui sopra, nella sezione «Scarica il modulo»: c’è il PDF da stampare e compilare a penna e la versione Word (.docx) da modificare. Sono gratis e non chiedono registrazione.
Serve la marca da bollo?
No. Le autocertificazioni sono esenti dall’imposta di bollo (art. 37 del D.P.R. 445/2000).
Quanto dura l’autocertificazione dello stato di famiglia?
6 mesi dalla data in cui la firmi, come il certificato che sostituisce. Se la famiglia cambia prima, ne serve una nuova.
La banca o il datore di lavoro possono rifiutarla?
Sì, i privati possono non accettarla. Gli uffici pubblici e i gestori di servizi pubblici invece sono obbligati ad accettarla.
Posso fare l’autocertificazione dello stato di famiglia di un familiare defunto?
Per la composizione della famiglia al momento del decesso, per esempio per la successione o la pensione di reversibilità, si usa la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 del D.P.R. 445/2000): puoi dichiarare fatti che riguardano un’altra persona se ne hai conoscenza diretta. In alternativa si chiede al Comune il certificato di stato di famiglia storico.
Devo scrivere anche me stesso?
Sì, il dichiarante va nella prima riga della tabella, con la scritta «Dichiarante» come rapporto.
Posso mandarla per email?
Sì, se l’ufficio lo accetta: allega il modulo firmato e la copia di un documento d’identità valido. Con la PEC o la firma digitale è ancora più sicuro.
Un genitore può compilarla per i figli minorenni?
Lo stato di famiglia è uno solo per tutta la famiglia: lo dichiara un componente maggiorenne, di solito un genitore, scrivendo anche i figli nella tabella.
Non esiste un modulo unico nazionale: questo modello è scritto da ProntoModuli sulla base della norma.
- D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico documentazione amministrativa) · Normattiva
- D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, art. 4 (famiglia anagrafica) · Normattiva
- certificato di stato di famiglia online (per la parte «se ti serve il certificato») · ANPR - Ministero dell'Interno